PITTURA ASTRATTA- CURRICULUM

L’autore esordisce nel campo della pittura astratta nella seconda metà degli Anni Settanta, come autodidatta; i suoi punti di riferimento sono Pollock e Mondrian all’estero e, in Italia, Vedova, Burri e Fontana.

La sua ricerca si può sintetizzare in una forte riduzione alla bidimensionalità dei soggetti non informali, accompagnata da contrasti cromatici quasi sempre il più violenti possibili sia in questo caso, che nelle opere più decisamente informali. Per ottenere questo risultato cromatico ha usato sempre smalti sintetici, a volte dati – specie agli inizi – a spruzzo su tele quasi sempre di dimensioni medio-grandi: la sua misura standard era il 90x60, verticale.

Non volendo legarsi alle cricche paesane che gravitavano intorno a galleristi e critici locali, viene subito emarginato e gli sarà praticamente impossibile partecipare a mostre. Di fatto l’autore non ha nemmeno tenuto conto delle due o tre occasioni nelle quali – sempre in collettiva – riesce ad esporre qualcosa nel paese dove vive. Le cose cambiano dal 1989, quando inizia a frequentare gli ambienti dell’Arte Postale italiana e stranieri (vd. Sezione apposita).

Con l’occasione modifica profondamente le sue concezioni: dalla metà degli Anni Ottanta, infatti, prevalgono le opere polimateriche, quasi sempre tridimensionali e che vedono spesso il riciclo di materiali di riuso, specie vecchi abiti. Vengono realizzate anche alcune installazioni. In questo contesto le opportunità, anche se non numerose, sono comunque maggiori e ben più gratificanti.

Mostre collettive e personali

1988) – Adria (RO), Sala Cordella (collettiva di grafica e pittura)

1991) – Serra S. Quirico (AN), “Le Copertelle” (collettiva con installazione)

1992) – Mestre (VE), “Saletta ENDAS” (personale di pittura)
Mestre (VE), “Saletta ENDAS” (collettiva di pittura)
Serra S. Quirico (AN), “Le Copertelle” (collettiva con performance)
Idice (BO), “Sala polivalente ARCI” (installazioni)
Giappone, sedi varie: due date della collettiva itinerante di grafica “Italian Report”

1993) – Giappone e Corea del Sud, sedi varie: ulteriori sei date di “Italian Report”
Milano, “Banca Commerciale” (“Miti e Relitti”, personale con Alessandro Ceccotto)
Lamezia Terme (CZ), Centro Cult. “L. Bianco” (stessa personale)
Adria (RO), “Sala Cordella” (stessa personale)
Milano, “Milan Art Center” (collettiva su “La linea infinita” in memoria di Piero Manzoni)

1994) – Adria (RO), Centro Cult. “Carnera” (personale di grafica)
Treviso, Spazio multifunzionale “Nec Ente” (personale con installazioni)
Rovereto (TN), Centro Cult. “Clinamen” (personale)
Bologna, Galleria “Il Graffio” (collettiva)

1995) – Monte S. Vito (AN), Centro Cult. “Perimetro Provvisorio” (collettiva con installazione)
Lendinara (RO), Centro Cult. “Mexico & Nuvole” (personale di grafica)
Diano Marina (IM), Spazio espositivo di “Palazzo Vento” (collettiva)
Monte S. Vito (AN), Centro Cult. “Perimetro Provvisorio” (collettiva con performance)
Castel S. Pietro Terme (BO) Spazio espositivo “Ex Fienile” (personale)

1996) – Castiglioncello (LI), Spazio espositivo “Casa dell’Arte” (collettiva con performances)
Polesella (RO), Spazio espositivo della Biblioteca Comunale (personale)

1998) – Ponte nelle Alpi (BL), Sala Mostre Comunale (“Quei da le ale”, collettiva a tema)
Ravenna, Circolo Cult. “Mama’s” (personale di grafica con performance)

Nota: Oltre che nelle occasioni citate, singole installa zioni sono state realizzate anche a .Bologna, Rovigo e Padova (1992); Riola (BO) e Petriano (PS) (1994); Castel S. Pietro Terme (BO) (1995); Ravenna (1997).

            Nel 1996 decide di uscire dal circuito dell’Arte Postale (ritenendo conclusa quell’esperienza) e di sospendere l’attività pittorica: motivi di tempo, economici e di rapporto “costo/risultati” gli fanno prendere la decisione di concentrarsi sulla poesia (tramite la quale riesce appunto a raggiungere con minor dispendio di denaro, tempo ed energie, un pubblico più vasto) e, subito dopo, di tentare la strada (già sperimentata in maniera episodica con Alessandro Ceccotto) dei cortometraggi.


"Cielo verde" (1975) - cm. 90x60



"L'orlo dell'abisso" (1977) - cm. 90x60



"Gondola al tramonto" (1976) - cm. 60x90



"Onde" (1976) - cm. 90x60



"Espada" (1976) - cm. 60x90



"Sensazione, VI" (1985) - cm. 60x90



"Segno di gioia" (1991) - cm. 150x80



"Quello che rimane, III" (1992) - cm. 180x100



"Indizio del passaggio di un angelo" (1993) - cm. 150x50



"Un momento e vengo" (1994) - cm. 100x50

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