Le tracce qui raccolte sono quelle dei lavori rimasti nel cassetto, al momento di sospendere la mia attività registica. I motivi di tale sospensione sono in sostanza due, collegati fra loro ed entrambi dovuti al degrado della situazione culturale in Italia.

1) – L’impossibilità di trovare chi garantisca i budget necessari, stante l’atteggiamento degli enti pubblici e di quelli più dichiaratamente legati al mercato, a fronte di contenuti delle opere non “omologati e controllabili”.

2) L’impossibilità di creare una squadra di “indipendenti” sufficientemente professionale, per affrontare la realizzazione di opere che richiedono come minimo un notevole coordinamento tecnico: per raggiungere il quale il solo, sincero entusiasmo non basta. Questo soprattutto in campo attoriale e malgrado il continuo fiorire di corsi a ciò dedicati un po’ in tutta Italia.

Chi scrive si scusa se, per alcuni corti, non gli è stato possibile indicare l’autore o la provenienza di alcune delle opere che glieli hanno ispirati: purtroppo sono passati molti anni dalla loro stesura e alcuni riferimenti sono andati perduti. Chiaramente non c’è stato in questo alcuna intenzione di plagio.

SOGGETTI PER CORTOMETRAGGI

1) - IL SALTO (durata ca. 15’; b.n.; drammatico) dal racconto omonimo di A. Gaccione, pubblicato su “La Clessidra” n° 2/96.

Un giovane, condannato all’ergastolo per un delitto politico, viene portato in un carcere di massima sicurezza. Un cappio, che pende dal soffitto di ogni cella ad un’altezza irraggiungibile, è lì per far pesare di più ai prigionieri l’ineluttabilità della loro pena e l’impossibilità di sperare in un’evasione o nella grazia.
Ma il protagonista, compreso che solo in quel modo potrà andarsene da lì, riesce nell’intento.

2) - I DUE PRIGIONIERI (durata ca. 15’; surreale-drammatico) soggetto originale.

I prigionieri politici di una generica nazione occidentale, vengono assegnati ciascuno in custodia ad un singolo carceriere che, in pratica, ne condivide giorno e notte la detenzione per tre mesi, prima di ricevere il cambio. In questo modo il regime conta di creare tali condizioni di attrito fra i due, da riuscire ad eliminare i detenuti scomodi senza creare scandalo.
In effetti, tale situazione spinge il secondino ad inscenare la finta evasione del prigioniero che ha in consegna, per ucciderlo ed ottenere una licenzia premio; il suo piano ha successo, ma la ricompensa sarà di tutt'altro genere: per lo zelo dimostrato riceverà un altro detenuto, da sorvegliare per altri tre mesi.

3) - UNA NOTTE IN-ROMAGNA (durata 10-15’; comico) dal racconto di A. Nove “Emilia-Romagna magic bus, pubblicato su “Capoverso” n° 1/01.

Le elucubrazioni e le fantasticherie – tra il comico e l’amaro - di un ventenne di provincia, durante il viaggio in pullman dal suo paese alla discoteca: unica fuga, durante il sabato sera, da una vita del tutto apatica e vuota, che il protagonista per primo non ha alcun interesse a cambiare.

4) – MAIK DELLA DISCARICA (durata 15-20’; surreale) soggetto originale.

In una catapecchia dentro una discarica vivono un uomo, di bassissimo quoziente intellettivo, ed il figlio Maik, anche lui semideficiente; il padre è fiero del suo infimo lavoro in una grande fabbrica altamente inquinante e, alla pari del figlio, è certo che questo sia il migliore dei mondi possibili; il televisore (che costituisce l’unico oggetto funzionante nella baracca, e che è tenutoacceso in continuazione), li sorregge in questa convinzione, grazie ai programmi spazzatura e agli spot elettorali che trasmette in continuazione. Un giorno la fabbrica esplode, causando un gravissimo disastro ambientale, nel quale anche il padre di Maik muore.
La vita del giovane prosegue nella consueta apatia, finché – molto tempo dopo – giunge nella zona un gruppo di persone da lui mai viste prima: giovani, con vestiti colorati e che amano suonare; ed iniziano a bonificare la discarica. Maik vive tutto ciò con angoscia e tenta di aggredirli più volte, finché viene preso: incapace di adattarsi al cambiamento che vede imposto al suo ambiente, una notte si suicida.
Viene sepolto con gli oggetti che amava, simbolo della sua esistenza inutile, mentre i nuovi venuti continuano la loro vita nella discarica divenuta ora un giardino.

6) – AL BORDO DELLA STRADA (durata ca. 10’, comm.)

Un camionista rimane bloccato in mezzo alla campagna, in un Sabato pomeriggio; cerca disperatamente un meccanico e, quando per fortuna lo trova, durante il tragitto verso il mezzo viene a sapere di essersi fermato non lontano dal luogo dove era morta anni prima, in un incidente stradale, una sua cara parente: luogo nel quale si fermava a deporre fiori ogni volta che gli capitava di passare. Sentendosi in colpa, riesce ad arrivare sul posto, coi pochi fiori che è riuscito a trovare strada facendo; al ritorno scopre che l’autocarro aveva un guasto banalissimo: convinto che tale inconveniente sia stato dovuto allo spirito dell’estinta, riparte, contento di aver potuto compiere anche stavolta quel gesto di pietà.
Dal racconto di ..........

7) – LA PROVA (durata ca 20’, ricostruzione storica)

In un villaggio della fine del Neolitico, un uomo scopre di essere divenuto impotente. Si reca allora dallo stregone, che gli impone una difficile prova, al termine della quale recupererà la propria virilità.
Dal racconto omonimo di ......... pubbl. su “La Clessidra” n°

8) - AMARCORD D’AMORE E MORTE (durata < 30’, noir)

Un serial killer di attricette cinematografiche rivive i molti assassini che ha compiuto a Roma durante gli anni della “dolce vita”, senza che nessuno potesse scoprirlo.
Dal racconto omonimo di Marco Minicangeli pubbl. su “Il Foglio Letterario”, n° 17/02

9) – ODIO PER L’ODIO (durata < 10’, psicologico)

Un gruppetto di scalcinati partigiani rientra da un’azione; al riparo in un casone parlano fra di loro, facendo emergere le contraddizioni che li hanno portati a combattere quella guerra e i lati oscuri del loro carattere.
Dal racconto omonimo di ......... pubbl. su ..........

10) – NATURA MORTA (durata max. 6-7’, psicologico)

La crisi di una coppia vissuta attraverso i pensieri, in parallelo, di marito e moglie: durante il suo ritorno a casa, l’attesa di lei e poi i momenti passati assieme nella ormai totale incomunicabilità.
Dal racconto omonimo di Rodolfo Di Rienzo pubbl. su “Il Foglio Clandestino” n° 57/05.

SOGGETTI PER LUNGOMETRAGGI

ECLOGHE (fantasociologico – Amb: futuro prossimo/colori)

In un dopoguerra nucleare, un soldato sopravvissuto grazie ad un patto magico, inizia un viaggio alla ricerca di comunità che abbiano abbandonato quelle regole di vita, che il protagonista ritiene essere state responsabili della rovina dell’umanità. Ritorno allora alla propria città semidistrutta, dove incontra prima un amico (col quale aveva intessuto una relazione omosessuale), intenzionato però a restare; poi, una figura simbolica che lo spinge definitivamente ad intraprendere il suo viaggio. Lungo la strada rischierà di essere ucciso da un gruppo di persone, in cerca di qualcuno da sacrificare ad un loro defunto, incontrerà un’altra comunità - che tenta di riorganizzarsi, ma senza abbandonare del tutto le regole del “vivere civile” - , e giunge infine ad una locanda. Lì scopre sia di essere vicino al luogo che cercava, ma deve guardarsi dalle insidie di chi vi si trova, i quali considerano individui malefici e da eliminare senza indugio quanti non la pensino come loro. Ma riesce a sfuggir loro e a raggiungere il suo scopo.

Soggetto originale, dall’omonima opera teatrale mai rappresentata integralmente.

IL COLORE DELLA TERRA (fantasociologico – Amb. Futuro prossimo/colore)

Nella degradata società occidentale della metà del XXI sec., si è tornati a praticare sacrifici umani, con vittime estratte a sorte dalla chiesa monoteistica che di fatto gestisce il potere. Il gruppo di sacrificandi (che comprende una giovane madre con la bambina di pochi mesi, un giovane impiegato con pretese da intellettuale, un barbone e la protagonista, una giovane operaia) deve compiere un lungo viaggio a bordo di un grosso carro, dalla città al luogo dove si svolgerà il sacrificio.
Durante il tragitto si svilupperanno varie relazioni fra i prigionieri, e fra loro e i due carcerieri che li scortano, che ne metteranno in luce gli aspetti dei rispettivi caratteri. In particolare, prima muore di stenti la bambina, poi la madre che impazzisce e si lascia morire d’inedia. La protagonista e l’impiegato (che ne subisce la personalità e ne sembra innamorato) tentano una fuga, che all’ultimo momento non riesce. Da allora la giovane sprofonda verso l’autodistruzione; dalla quale viene strappata grazie all’aiuto di un’anziana coppia di politeisti che vive isolata presso un fiume, che pratica la magia bianca: e che per questo è tollerata e temuta dal resto della popolazione.
Giunti alla fine del viaggio, con i superstiti compagni di prigionia sprofondati nella rassegnazione e nell’apatia, la ragazza scopre, proprio grazie ad un dono in apparenza banale datole dai due anziani guaritori, di poter compiere un ultimo tentativo di fuga, il cui finale sarà lasciato aperto.

Dal racconto omonimo di Alice Corsi, Ed. Joker (Novi Ligure) 1997

NOTTURNO (fantagotico – Amb. contemporanea/colore)

Il protagonista è un ventenne che suona in un gruppo di gothic-rock. Preso dalle sue malinconie, una sera d’autunno tenta il suicidio, dal quale viene salvato in extremis da una giovane donna, che vive in una casa oscura. Il giovane ne è profondamente attratto e al contempo respinto, sicché dopo qualche tempo fugge.
Conosce una prostituta e con lei inizia a ripercorrere le tappe della sua breve vita,
segnata dalla perdita dei genitori in circostanze mai chiarite e quando lui era ancora in tenerissima età.
Proseguendo la sua ricerca nel lato oscuro della città in cui vive, scopre che la donna che l’aveva salvato era il fantasma della madre, ed in un barbone poco più che trentenne il fantasma di suo padre.
Verrà a conoscerne anche il tragico destino e riuscirà ad attirarli in un parco abbandonato dove, con un rituale, farà loro ritrovare la pace perduta: mettendo nel contempo fine anche al disagio che aveva contraddistinto la sua vita.

Dal racconto breve “Nocturne”, di Serena Sbrana, autopubblicato.

VISIONI D’INFERNO (Horror – Amb. Anni ‘40/Anni ’60/Anni ‘90; b/n e colore)

Attraverso gli occhi di un estraneo che, incuriosito, aveva bussato alla porta dell’appartamento in cui vive, il protagonista (un pittore malato di mente) racconta la storia della sua famiglia maledetta: il nonno giocatore d’azzardo nell’Italia degli Anni ‘40; il padre, contadino e alcolizzato, violento con la madre e i figli; la propria nascita, segnata dalla tragedia di Seveso e dagli abusi patiti a causa dei suoi genitori; il fratello teppista e anch’esso violento.
Alla fine di questo racconto, la sua pazzia sfocerà in un raptus omicida verso la moglie e i propri figli (che in realtà esistono solo nella sua mente malata) e infine verso il malcapitato ospite.

Dal fumetto omonimo di Hideshi Hino, Ed. Telemaco, (Bologna) 1982

SOFT AIR (Giallo – Amb. contemporanea / colore)

Durante una “esercitazione” di un gruppo di amici dediti a questo passatempo, uno di loro (il presidente dell’associazione) viene ucciso davvero, da un sicario.
Passato lo sgomento il suo migliore amico, impulsivo e superficiale, decide di intraprendere una sua indagine, per quanto sconsigliato dal commissario di polizia che si occupa del caso e da altri membri del gruppo.
Finirà col perdere i due suoi amici che l’avevano seguito in questo progetto, la moglie e rischierà la vita dopo aver scoperto che l’assassino era la persona di cui, all’interno del gruppo, la vittima si fidava maggiormente: entrambi coinvolti, su fronti opposti, in una questione di spionaggio.
Solo il provvidenziale intervento del commissario - che senza clamore aveva continuato le sue indagini, dando apparente prova di incapacità - lo salverà e chiuderà il caso.

Soggetto originale.

TRE VENDETTE (noir – Amb. contemporanea / colore)

Il protagonista, in gioventù membro dell’ultrasinistra e coinvolto in scontri con i fascisti negli Anni ’70, vive ora gestendo un’agenzia turistica ed è divenuto politeista.
Un giorno rischia di investire un barbone e finisce col prendersene cura. Acquistandone pian piano la fiducia, scopre che l’uomo – un tempo abile esperto di computer – si era ridotto così per un senso di colpa: infatti il figlio, in coma dopo un incidente automobilistico, era stato espiantato; e solo in un secondo tempo aveva scoperto che gli organi per i trapianti vengono tolti a donatori ancora vivi e, potenzialmente, guaribili.
A sua volta racconta la sua storia, e in particolare l’episodio di un’aggressione squadrista, per la quale il principale responsabile non aveva mai pagato. Nel frattempo si fa vivo un suo vecchio amico, persona d’indole buona ma di carattere debole, che non riesce ad uscire dal trauma causato dai tradimenti della moglie, che poi l’aveva lasciato carico di debiti.
Il protagonista spiega come – secondo la filosofia e l’etica politeiste – un torto rimasto impunito dalle leggi, possa essere raddrizzato dalla vendetta di chi l’ha subito; e convince gli amici ad aiutarsi l’un l’altro per compierle.
Riusciranno nel loro intento, con la soddisfazione inoltre di veder riprendere un filo positivo alle loro vite.

Soggetto originale.

LA PELLE (surreale/horror – Amb. Anni ’40 / colore)

Trasposizione dell’omonimo romanzo di Curzio Malaparte.
Da girarsi interamente in interno, utilizzando un grande capannone industriale in disuso come studio di posa, e quasi con un unico piano-sequenza, intervallato solo da alcuni flash-back e dalla conclusione.

IL CONTAGIO (horror – Amb. Anni ’60 / colore)

Un automobilista di passaggio su una strada di montagna soccorre un anziano, nel quale riconosce il professore giunto in paese un paio di settimane prima, per risolvere il problema causato da misteriosi casi di malattia mentale, sfociati in tentativi di cannibalismo.
Mentre l’auto lo riporta in paese, il vecchio rivive le indagini fatte, nei boschi attorno all’abitato, insieme ad un paio di studenti, un giovane medico locale e una guida, pure del posto.
Ricorda così di come avevano iniziato a perlustrare il bosco, fino a giungere ad una vecchia casa, disabitata da oltre un decennio, nella quale erano vissute e morte due sorelle, legate da un fortissimo rapporto morboso: la più anziana costretta su una sedia a rotelle e la più giovane disadattata mentale e di lei succube.
Durante queste esplorazioni i membri del gruppo vengono “contagiati” e muoiono uno ad uno, finché – attraverso dei diari scoperti nella casa da uno dei suoi collaboratori – il professore scoprirà l’atroce fine delle due sorelle; e che lo spirito della maggiore ancora infesta il luogo essendo responsabile della presunta malattia.
Al suo arrivo in paese, si renderà conto – fra il terrore degli abitanti – che ora è lui ad esserne posseduto.

Dal racconto omonimo di L. Boccia e N. Lombardi, pubblicato su “Lo Specchio di Medusa” n°.

L’OFFICINA DEI GEMITI (erotico – Amb.: Anni ’80 / b.n., colore)

In un Paese non precisato, in guerra (forse nell’Europa dell’Est?), una giovane donna, cresciuta in una famiglia libertaria nei costumi e nel pensiero, torna nella città dov’è cresciuta a rivivere gli incontri lesbici che le sono occorsi negli ultimi anni.
Si tratta di una ragazza conosciuta tramite il suo datore di lavoro – con la quale egli aveva iniziato un violento rapporto sadomaso – che la protagonista fa innamorare di lei; la moglie di un insegnante – una coppia conosciuta casualmente nelle sue peregrinazioni dovute alla guerra – che tentano di coinvolgerla nel classico triangolo, ma di cui lei accetta solo le avance della donna; una ragazza – conosciuta nell’ospedale nel quale era andata a lavorare – anoressica e che aveva tentato il suicidio, con la quale lei sola – di tutto il personale medico e paramedico – riesce a conquistare la fiducia, proprio grazie al sentimento che fa nascere in lei.
Ma la guerra infuria sempre più vicina; e quella stessa notte, in uno dei luoghi nei quali era tornata per dare di nuovo corpo a questi ricordi, trova – forse – la morte.

Dal racconto omonimo di Giancarlo Onorato, Ed. Stampa Alternativa, Roma 1993

IL GIUSTIZIERE (noir – Amb. contemporanea* / colore)

Nel letto di un ospedale giace, in apparenza gravemente ferita, una giovane prostituta.
Essa ripercorre la sua storia, da quando aveva iniziato il mestiere, ai rapporti con la sorella che, al contrario, era profondamente religiosa: ma che di questa religiosità era a poco a poco divenuta ossessionata, fino ad identificare con la sorella e con quante altre praticavano la stessa vita, l’immagine del male in terra.
In effetti, non molto tempo dopo che la protagonista aveva iniziato a battere, si erano iniziati a verificare omicidi di prostitute, con metodi sempre più agghiaccianti: tutte le vittime erano più o meno vicine alla protagonista – che sempre più inizierà a sospettare della sorella, ma senza mai poterla sorprendere – fino a coinvolgerne l’amica più cara.
Convinta da troppe coincidenze che la responsabile sia davvero la sorella, accetterà di correre il rischio, su pressione della polizia, di fare da esca, e ne finirà vittima.
Con un colpo di scena finale, si scoprirà che la giovane è addirittura morta: e che nel letto dell’ospedale c’è in realtà la sorella assassina, completamente folle ed autoconvintasi di essere appunto la sorella uccisa, come estremo meccanismo di autodifesa nei confronti di quanto commesso.

Dal romanzo breve “Il giustiziere del Malecon” di Giordano Lupi, Ed. Prospettiva, Civitavecchia (RM), s.i.d.

MEDIAMENTE STUPIDE (commedia – Amb. contemporanea / colore)

Le vite di tre donne (Beatrice, trentenne che si concede “a pioggia” quasi a chiunque, pretendendo che questo sia amore, Anna, bellissima fotomodella che concepisce il rapporto con gli uomini solo in chiave sessuale e Cristina, separata da un primo marito che la umiliava in tutti i modi, e con un figlio avuto da un secondo marito, fotocopia del primo) si sfiorano nel breve arco di tempo di qualche giorno e qualche notte; ne viene così messo a nudo il fallimento sul piano umano, dovuto all’assorbimento acritico di comportamenti stereotipati.

Potrebbe rivelarsi interessante girarlo “en travesti”.

Soggetto originale.

buon golden goose sale, buon golden goose uomo, buon golden goose donna, buon golden goose online, buon golden goose 2014, buon philippe model