PERFORMANCES – CURRICULUM

Sempre a proposito di gratitudine, nell’ormai lontano 1995 - come ho segnalato anche nella sezione dedicata al teatro - partecipai col “Teatro Situazionautico Luther Blissett” alla prima delle sue esibizioni al Festival teatrale di Santarcangelo di Romagna. Poiché di quel felice avvenimento non conservo alcuna testimonianza, né sotto forma di foto e meno che mai di video, anche in questo caso - se qualcuno “passasse di qui” e mi inviasse qualcosa - sarei lietissimo di utilizzarla in detta sezione.

La cosiddetta “performance” nasce durante gli Anni Cinquanta nell’ambito di ambienti della Pop-Art e Neo-Dadaisti (a cominciare da “Fluxus”) come una micro-operazione teatrale, a carattere per lo più gestuale e agìta in spazi non dedicati. Indipendentemente dalla sua durata e dal numero delle persone coinvolte (dal singolo artista a tutto il pubblico presente) viene ormai chiamata “performance” qualsiasi azione artistica che veda il coinvolgimento fisico dei presenti e l’interazione – loro e delle azioni svolte – con lo spazio in cui si svolgono.

Le mostre e gli avvenimenti artistici legati al circuito dell’Arte Postale (a cominciare dagli incontri fra artisti che periodicamente si tengono qui e là in tutto il mondo) sono occasioni privilegiate per lo svolgimento di questo genere artistico; l’autore ne realizzerà così una decina, fra il 1989 e il 1996, principalmente per poter offrire un ulteriore veicolo di diffusione e supporto interpretativo alle proprie poesie, che spesso vengono usate come testo base dal quale dipanare l’azione performativa vera e propria. Ne vengono realizzate anche alcune su testi altrui (come “L’Artista / L’Untore”, che vede l’uso di parti di testi di Area e Banco del Mutuo Soccorso, e “Holes”, per la quale utilizza una breve poesia inviatagli appositamente dal Mail Artista irlandese Barry Pilcher), mentre altre sono semplici azioni sceniche.

Per la sua natura – e come ogni altro lavoro genericamente teatrale – la “performance” non è un oggetto artistico e dunque lascia solo testimonianze come filmati e foto. Non risulta che siano mai stati girati appositamente video delle sue performance; e l’autore è anche ritornato sui suoi passi, dopo che aveva pensato di rifarle un’ultima volta e farle filmare, per realizzare un DVD da allegare ad uno dei prossimi volumi di “Opera Omnia Poetica”. Vi sono però diverse foto, che verranno quanto prima inserite in questa sezione.

Come performer, Alberto Rizzi è stato attivo dal 1989 al 1997 contestualmente alla sua presenza nel filone dell’Arte Postale. Da sempre “terra di confine” e quindi occasione d’incontro e confronto fra varie discipline artistiche, l’Arte Postale vede spesso durante le sue manifestazioni pubbliche la presenza di performer; e – visto il suo interesse per il teatro da un lato e l’impossibilità di realizzare i suoi lavori nell’ambiente rodigino dall’altro – l’autore si applicò a questo genere, in diverse occasioni anche per veicolare i suoi testi poetici, dato che fin dalla metà degli Anni Ottanta egli considerava l’attività letteraria come la sua principale. Per la loro natura di eventi quasi sempre gestuali e di breve durata, le performances possono solo essere documentate tramite video o foto; oltretutto una delle loro caratteristiche è che, qualora agite in luoghi diverse, esse tendono ad adattarsi all’ambiente che fa loro da cornice: potendo quindi differire anche di molto da evento ad evento. L’autore dà dunque per scontato che esistano molte più immagini, relative alle sue performances – ad iniziare da quelle che egli tenne a Santarcangelo di Romagna all’interno del progetto Luther Blissett – di quante ne abbia a disposizione nel proprio archivio. Pertanto chiunque può contattarlo per inviargliene, facendo riferimento al proprio indirizzo e-m.


"Addio" (Castiglioncello (LI), 1994)



"Annwn" (Forlì, 1995)

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